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Antenne e ddt , domande , risposte , norme.

Forniamo assistenza in 24 ore.

Breve prontuario delle domande che di solito ci pongono i nostri clienti, in base al tipo di assistenza da effettuare nell'impianto tv.

Il digitale terrestre funziona con la parabola?

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Posso installare un decoder digitale terrestre sul mio vecchio televisore ?

Come posso collegare il decoder digitale terrestre esterno al mio televisore?

Con il digitale terrestre devo avere un decoder per ogni televisore?

Perchè allacciato il decoder digitale terrestre funzionano solo alcuni gruppi canali TV e altri non li vedo?

Quale la situazione a Vittorio Veneto per la ricezione dei canali in digitale terrestre?

Quante volte dovrò sintonizzare il mio decoder digitale terrestre o la mia nuova televisione ddt.?

Ho un televisore che funziona con un' antenna interna , con il dig.terrestre funzionera?

Quali sono le norme sugli impianti centralizzati ?

Parti comuni e passaggio dei cavi,

E’ vero che c’è una nuova legge che obbliga a centralizzare le antenne?

Quale deve essere il livello dei segnali tv satellite alle prese di un impianto centralizzato?

Il cavo coassiale dell'impianto sat deve essere collegato a terra?

E' obbligatorio rilasciare la dichiarazione di conformità per avere semplicemente sostituito il centralino tv in un impianto centralizzato TV ?

Perché in un impianto sat digitale non funzionano i canali con continui fermi immagine?

Installare l'antenna televisiva su proprietà altrui è consentito ?

Come è regolata la spesa per l' antenna ?

L'antenna non può ledere la proprietà?

Quale è la regolamentazione nei centri storici ?

Esiste il diritto di installazione per la libera informazione?

Il regolamento di condominio può impedire un' installazzione di una antenna parabolica?

Posso installare l' antenna parabolica sul mio balcone essendo in un condominio ?

Come posso proteggere il mio impianto d' antenna dai fulmini ?

Adeguamento impianti TV Download dal sito dgtv, Leader nell idigitale terrestre.

 

 

 

 

 

 

E' obbligatorio rilasciare la dichiarazione di conformità per avere semplicemente sostituito il centralino tv in un impianto centralizzato TV ?


03/97 - La legge 46/90 prescrive che la dichiarazione di conformità venga rilasciata solo per lavori diversi dalla manutenzione ordinaria. Per manutenzione ordinaria si intende un intervento finalizzato a contenere il degrado normale d'uso nonché a far fronte ad eventi accidentali che comportino la necessità di interventi che non modifichino la struttura essenziale dell'impianto. La sostituzione di un centralino tv può essere assimilata ad intervento di manutenzione ordinaria a patto che il centralino presenti le stesse o equivalenti caratteristiche e non vi siano modifiche all'impianto o ai tracciati delle linee di discesa per effetto della sostituzione. Pertanto si può ritenere che una semplice sostituzione "tout court" del centralino non sia soggetta al rilascio della dichiarazione di conformità.
Per maggiori informazioni sull'argomento consigliamo la lettura della  guida CEI 0-3 "Guida per la compilazione della dichiarazione di conformità e relativi allegati" edita dal CEI.

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Quali sono le norme sugli impianti centralizzati ?


12/97 - Il panorama normativo sugli impianti centralizzati TV ha subito negli ultimi mesi parecchie modifiche grazie alla pubblicazione della settima parte della norma EN 50083 classificata come norma CEI 100-6. Per chi non lo sapesse ancora le norme sugli impianti tv fanno ora parte del comitato 100 al posto del vecchio comitato 12 che si occupa ora di altri argomenti. E’ anche stata trasformato in norma definitiva, il progetto C659 “Guida per l’applicazione delle norma riguardanti gli impianti d’antenna per ricezione radiofonica e televisiva”
Per chi si occupa di installazione, la guida è un ottimo punto di riferimento che offre un panorama completo delle prescrizioni  sugli impianti per tutte le gamme televisive compresa anche la gamma della 1ª IF satellite.

 

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E’ vero che c’è una nuova legge che obbliga a centralizzare le antenne?


02/98 - La nuova legge 31 luglio 97 n° 249, famosa come legge Maccanico, oltre a dettare le regole per la costituzione dell’Autorità delle comunicazioni all’articolo 3 comma 13 recita come segue:

"A partire dal 1° gennaio 1998 gli immobili, composti da più unità abitative di nuova costruzione o quelli soggetti a ristrutturazione generale, per la ricezione delle trasmissioni radiotelevisive satellitari si avvalgono di norma di antenne collettive e possono installare o utilizzare reti via cavo per distribuire nelle singole unità le trasmissioni ricevute mediante antenne collettive. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge i comuni emanano un regolamento sull’installazione degli apparati di ricezione delle trasmissioni radiotelevisive satellitari nei centri storici al fine di garantire la salvaguardia degli aspetti paesaggistici."  

Anche se sono ancora da definire modalità ed eccezioni da parte dei sindaci, sembra che l’obbligo di avvalersi di antenne collettive debba essere esteso a tutti gli immobili di nuova costruzione ma anche a quelli soggetti a ristrutturazione. Non ci rimane che attendere le decisioni dei sindaci.

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Quale deve essere il livello dei segnali tv satellite alle prese di un impianto centralizzato?


07-08/98 - Come per i segnali televisivi terrestri, le norme CEI 100-6 riportano i riferimenti più importanti per la classificazione delle prestazioni di un impianto di distribuzione collettiva. In particolare per la gamma della 1ª IF satellite da 950 a 1750 MHz il livello deve essere compreso tra 47 e 77 dBµV.

 

 

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Il cavo coassiale dell'impianto sat deve essere collegato a terra?

 


03/97 - Citiamo sinteticamente gli articoli della norma Europea EN 50083-1 classificata in Italia come CEI 12-43.
l'articolo 5.1 specifica che l'impianto di distribuzione deve essere costruito in modo tale che non possano esserci tensioni pericolose sui conduttori esterni di qualunque cavo o su parti in metallo accessibili di qualunque apparecchiatura comprese le parti passive. Per realizzare quanto dettato dalla norma è quindi necessario rendere equipotenziali le parti interessate.
L'articolo 5.2.1 prescrive la messa a terra di tutti i contenitori metallici per le apparecchiature alimentate dalla rete, tranne che nei locali degli utenti per i quali si devono seguire le prescrizioni del documento HD 348.5.54. Inoltre secondo l'articolo 5.2.4 i conduttori esterni dei cavi coassiali che entrano od escono da un edificio devono essere connessi ad una comune barra di connessione equipotenziale. Peraltro è importante proteggere anche le persone che dovessero intervenire sull'impianto pertanto l'articolo 5.2.6 prescrive il collegamento equipotenziale realizzato in modo che nel caso si debba rimuovere una apparecchiatura, ad esempio il centralino tv o un divisore o un derivatore, venga mantenuta la continuità dell'impianto. Nella figura 1 è riportato un esempio di connessione equipotenziale.
La stessa norma EN 50083-1 prescrive, all'articolo 10,  la protezione contro sovratensioni atmosferiche di antenne che siano a più di due metri al disotto della sommità del tetto e a meno di 1,5 metri di distanza dall'edificio.
Per la protezione dell'impianto di antenna vi possono essere due casi relativi a edifici dotati o meno di impianto da protezione contro i fulmini.  nel primo caso è obbligatoria la connessione a terra del palo di sostegno al punto equipotenziale più vicino dell'impianto di protezione contro i fulmini. In edifici senza protezione da fulmini si devono collegare a terra il sostegno dell'antenna e le calze dei cavi coassiali. Questo collegamento deve essere fatto evitando la formazione di anelli. Un conduttore di terra adeguato deve essere realizzato con una cordina di rame da 16 millimetri quadri. Altri dettagli si possono trovare nelle seguenti norme CEI 12- 43; 81- 1(novembre 95); 81- 1 V1; 81- 4.

 

 

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Perché in un impianto sat digitale non funzionano i canali con continui fermi immagine?


02/97 - Alcuni lettori ci hanno segnalato malfunzionamenti degli impianti digitali nei quali gli effetti più evidenti sono costituiti da fermo immagine, frammentazione dell'immagine, assenza momentanea o addirittura nessuna decodifica di pacchetti di canali appartenenti ad un solo transponder.
Facciamo un sintetico riepilogo dei fattori che possono influenzare la ricezione digitale:
puntamento non preciso, offset di polarizzazione mal regolato, scarso guadagno dell'LNB di fronte ad una linea lunga; difettosità di uno o più componenti dell'impianto.

 

 

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Installare l'antenna televisiva su proprietà altrui è consentito ?

Corte di Cassazione, Sez. II civ., sentenza 21 aprile 2009, n. 9427.

In un edificio condominiale il diritto di collocare nell'altrui proprieta' antenne televisive e' subordinato all' impossibilita' per l'utente di servizi radiotelevisivi di utilizzare spazi propri, poichè altrimenti il sacrificio imposto ai proprietari sarebbe ingiustificato (ex artt. 1 e 3 L. 6 maggio 1940, n. 554 e dell'art.231 del D.P.R. 29 marzo 1973, n. 156, ora assorbiti nel D. Lg. n. 259/2003).

Il principio espresso dalla Corte fa leva sulla ragionevole considerazione che il diritto riconosciuto all'utente incontra un limite nel divieto di menomare il diritto di proprieta' di colui che deve consentire l'installazione dell'impianto su parte del proprio immobile, laddove il condomino abbia la possibilita' di collocare un'antenna in una parte dell'immobile di proprieta' personale o condominiale. Il diritto vantato dal singolo non comprende infatti la facolta' di scegliere voluttuariamente il sito preferito per l'antenna, ma, come e' insito nei principi generali in materia di condominio, di atti emulativi e di imposizione di servitu' coattive, va coordinato con la esistenza di una effettiva esigenza di soddisfare le richieste di utenza degli inquilini o dei condomini e quindi con il dovere della proprieta' servente di soggiacere alla pretesa del vicino solo qualora costui non possa autonomamente provvedere ai propri bisogni.

Questa interpretazione della disposizione contenuta nell'articolo 1 della L.n. 554/1940, trovava riscontro nel corpo della stessa normativa, che all'articolo 2 stabiliva che le installazioni dell'utente "non devono in alcun modo impedire il libero uso della proprieta' secondo la sua destinazione, ne' arrecare danni alla proprieta' medesima o a terzi". La norma e' stata ora trasfusa nell'articolo 209 codice delle comunicazioni elettroniche (Decreto Legislativo 1 agosto 2003, n. 259), rimanendo immutata: essa fa comprendere come il legislatore abbia avuto ben presente che la limitazione imposta deve essere minima; a maggior ragione non puo' essere pretesa da chi, con normale impiego di mezzi idonei allo scopo, puo' provvedervi impegnando i beni condominiali.

Corte di Cassazione, Sez. II civ., sentenza 21 aprile 2009, n. 9427.
In un edificio condominiale il diritto di collocare nell'altrui proprieta' antenne televisive e' subordinato all' impossibilita' per l'utente di servizi radiotelevisivi di utilizzare spazi propri, poichè altrimenti il sacrificio imposto ai proprietari sarebbe ingiustificato (ex artt. 1 e 3 L. 6 maggio 1940, n. 554 e dell'art.231 del D.P.R. 29 marzo 1973, n. 156, ora assorbiti nel D. Lg. n. 259/2003).
Il principio espresso dalla Corte fa leva sulla ragionevole considerazione che il diritto riconosciuto all'utente incontra un limite nel divieto di menomare il diritto di proprieta' di colui che deve consentire l'installazione dell'impianto su parte del proprio immobile, laddove il condomino abbia la possibilita' di collocare un'antenna in una parte dell'immobile di proprieta' personale o condominiale. Il diritto vantato dal singolo non comprende infatti la facolta' di scegliere voluttuariamente il sito preferito per l'antenna, ma, come e' insito nei principi generali in materia di condominio, di atti emulativi e di imposizione di servitu' coattive, va coordinato con la esistenza di una effettiva esigenza di soddisfare le richieste di utenza degli inquilini o dei condomini e quindi con il dovere della proprieta' servente di soggiacere alla pretesa del vicino solo qualora costui non possa autonomamente provvedere ai propri bisogni.

Questa interpretazione della disposizione contenuta nell'articolo 1 della L.n. 554/1940, trovava riscontro nel corpo della stessa normativa, che all'articolo 2 stabiliva che le installazioni dell'utente "non devono in alcun modo impedire il libero uso della proprieta' secondo la sua destinazione, ne' arrecare danni alla proprieta' medesima o a terzi". La norma e' stata ora trasfusa nell'articolo 209 codice delle comunicazioni elettroniche (Decreto Legislativo 1 agosto 2003, n. 259), rimanendo immutata: essa fa comprendere come il legislatore abbia avuto ben presente che la limitazione imposta deve essere minima; a maggior ragione non puo' essere pretesa da chi, con normale impiego di mezzi idonei allo scopo, puo' provvedervi impegnando i beni condominiali.

 

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Come è regolata la spesa per l' antenna ?

 

Nel caso di installazione di antenna centralizzata comune a tutti i condomini, già preesistente, le delibere che riguardano la manutenzione, riparazione e sostituzione dell'antenna possono essere approvate a maggioranza semplice. Chi non è d'accordo, non può sottrarsi alla spesa.

Inoltre l'assemblea non può vietare l'installazione di antenne ai singoli condomini o imporre la rimozione di quelle esistenti con la scusa che esite già una antenna centralizzata se non sussistono ragioni valide come un potenziale pericolo o rischio di danneggiamento delle strutture dell'immobile o l'alterazione del decoro architettonico. Una delibera assembleare che vieti l'installazione dell'antenna sarebbe nulla e può essere impugnata in ogni momento anche dopo il termine dei 30 giorni stabilito dall'art. 1137 c.3 del codice civile.

Nel caso non esista l'antenna centralizzata, invece l'assemblea non può obbligare i condomini ad installarne una o a partecipare alle spese di installazione in quanto è soggetta ad utilizzazione separata.

Le spese relative all'antenna, vanno divise in parti uguali e non in proporzione ai millesimi di proprietà, salvo il caso di un regolamento di condominio che disponga diversamente, perché l'utilizzo dell'antenna è uguale per ciascun condomino.

 

 

 

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L'antenna non può ledere la proprietà?

La sentenza n. 92427 conferma un orietamento recente - si veda la pronuncia 9393/2005 - ed esclude che il titolare dell'impianto possa installare l'antenna su parti altrui qualora sia possibile farlo su una parte di sua proprietà o condominiale.
Nel caso specifico, un condomino aveva preteso di installare un'antenna di ricezione televisiva sul lastrico solare di proprietà di una condomina quando sarebbe stato possibile il posizionamento sul torrino (condominiale) della scala.
Secondo la Corte, il diritto non comprende la facoltà di scegliere a proprio piacimento il sito preferito per l'antenna, ma va contemperato con i principi vigenti in materia di condominio e di servitù coattive.
L'interpretazione restrittiva dell'articolo 1 della legge 554/1940, a detta della Corte, trova riscontro nello stesso art. 2, che stabiliva che le installazioni non devono impedire o limitare l'uso della proprietà o arrecare danni.
Norma poi riportata nell'articolo 209 della legge sulle telecomunicazioni elettroniche, per cui la limitazione della proprietà - anche se prevista per legge - deve essere minima.
Il diritto a installare sul tetto di un edificio un'antenna radio, così come originariamente previsto dalla legge del 1940, si configurava quale diritto personale del cittadino e non quale diritto reale del proprietario di un fondo, e rispondeva a esigenze di ordine pubblico, affinchè fosse consentita la massima espansione della radio di Stato. La norma, più recentemente, è stata richiamata dai giudici di merito e interpretata alla luce dei principi di libertà di esprimere il pensiero e, non di rado, è stata operata un'applicazione estensiva tale da legittimare comportamenti diretti a limitare il diritto del proprietario sul cui edificio viene installata l'antenna.
La Corte, invece, ha ribadito il principio secondo il quale il diritto di installazione va contemperamento con quello della proprietà, senza sacrificio dell'uno a favore dell'altro. E' da rilevare, infine, che quelle interpretazioni della legge del 1940 dirette al riconoscimento di diritti vostituzionalmente garantiti, dovranno essere definitivamente abbandonate a seguito dell'emanazione della legge sulle telecomunicazioni (Dlgs 259/2003) che disciplina l'esercizio dell'attività.

 

 

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Quale è la regolamentazione nei centri storici ?


Gli impianti condominiali centralizzati sono regolati dalla legge 249/97 (Legge Maccanico) per i fabbricati di nuova costruzione e in tutti quelli soggetti a ristrutturazione generale; il progetto tecnico di questi edifici deve addirittura prevedere obbligatoriamente le condutture che si renderanno necessarie per una eventuale installazione dell'impianto centralizzato per la ricezione dei canali satellitari. In fin dei conti il Parlamento Italiano ha voluto dare un chiaro indirizzo legislativo per risolvere il problema del proliferare indiscriminato di antenne paraboliche, soprattutto nelle aree ad alto interesse culturale della nostra penisola.
La prima conseguenza di questo intervento legislativo è che l'installazione di parabole individuali in determinate circostanze non è più lasciata alla libera iniziativa del singolo condomino, ma viene disciplinata da speciali regolamenti comunali che contengono i criteri di impianto delle parabole e le loro dimensioni massime nelle diverse aree del territorio del Comune. Le principali restrizioni poste in genere da questi regolamenti riguardano le installazioni nei centri storici o nelle altre zone del territorio comunale a rilevante valore artistico, storico e paesaggistico dove nella maggior parte dei casi è permessa solo l'installazione di piccole parabole fisse non visibili dalla pubblica via e da colorate in modo tale da mimetizzarle con l'ambiente circostante.

 

 

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Parti comuni e passaggio dei cavi,


L'articolo 232, comma 2 del DPR 29 Marzo 1973 n. 156 riveste una notevole importanza perch é stabilisce sostanzialmente la possibilità per ciascun condomino o inquilino di utilizzare parti comuni dello stabile per appoggiare antenne, sostegni e far passare condutture. Per quanto riguarda il problema molto importante del passaggio dei cavi bisogna evidenziare la possibilità di poter "sfruttare" addirittura aree di proprietà esclusiva di altri condomini, nel caso ciò si renda necessario ad esempio perché le condutture già esistenti per la tv terrestre sono sature. Il condominio non può neppure opporsi al passaggio dei cavi all'esterno dell'edificio, se il loro fissaggio è effettuato a regola d'arte e non arreca pregiudizio all'estetica complessiva dell'edificio.

 

 

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Esiste il diritto di installazione per la libera informazione?


La seconda norma di Legge è quella statuita dall'articolo 6 del decreto legislativo 11 Febbraio 1997 n. 55 che tutela gli utenti satellitari riconoscendo il diritto di installare la propria parabola semplicemente sulla base del pagamento del canone radiotelevisivo della RAI. Questa norma riveste notevole importanza soprattutto nel caso in cui si instauri un contenzioso col condominio, perché consente di provare molto facilmente la sussistenza del proprio diritto.
A rafforzare queste impostazioni legislative a favore degli appassionati di tv via satellite ci pensano poi le numerose sentenze giurisprudenziali, queste hanno più volte sancito che l'installazione di antenne paraboliche rappresenta una facoltà che non può essere soggetta a limiti, essendo riconducibile al diritto di libera informazione riconosciuto a tutti i cittadini dall'articolo 21 della Costituzione Italiana e dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali firmata a Roma nel novembre del 1950.

 

 

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Il regolamento di condominio può impedire un' installazzione di una antenna parabolica?


Il principale scoglio per l'installazione dell'impianto satellitare può essere il regolamento di condominio che può contenere un preciso ed inderogabile divieto d'installazione di parabole. Questo fondamentale documento regola i rapporti nel condominio e deve essere rispettato da tutti i condomini. Esso può avere una duplice natura: contrattuale nel caso sia stato redatto dall'Assemblea; non contrattuale nel caso sia stato accettato in sede di acquisto della proprietà come parte integrante del contratto. In quest'ultimo caso ogni sua modifica richiederà l'unanimità dei consensi, mentre il regolamento contrattuale deve essere modificato con la stessa maggioranza con la quale era stato approvato. Allo stato attuale non esistono norme di Legge che prevedono deroghe alla disciplina fissata dal codice civile sul regolamento di condominio; in ogni caso si dubita molto sulla validità di clausole restrittive della libertà di informazione presenti in regolamenti condominiali non approvati con l'unanimità dei consensi che pregiudicano innegabilmente i diritti dei condomini assenti o dissenzienti, ai quali si ritiene quindi riconosciuta la possibilità di procedere al montaggio della parabola.
La questione è molto più complicata quando ci si trova di fronte a regolamenti non contrattuali, oppure approvati con l'unanimità dei consensi che neghino, senza possibilità di deroga, l'installazione della parabola; nel primo caso tutti i condomini hanno consapevolmente accettato la limitazione con la firma del contratto di acquisto dell'appartamento; nel secondo caso si è in presenza di una vera e propria volontà dei condomini di restringere il campo di applicazione del proprio diritto di informazione probabilmente per tutelare altre necessità ritenute più importanti. L'unanimità dei voti richiesta per modificare questi regolamenti rende praticamente impossibile cambiare le carte in tavola soprattutto nei condomini in cui non si va "d'amore e d'accordo".

 

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Posso installare l' antenna parabolica sul mio balcone essendo in un condominio ?

Non è necessaria alcuna delibera dell'assemblea di condominio;
alcuni comuni vietano l'installazione sui balconi dei palazzi dei centri storici di antenne paraboliche.

Una comunicazione all' amministratore per conoscenza , puo essere sufficente .

Leggi e sentenze di riferimento: Legge n.554/1940;
Sentenze Corte di Cassazione: Sez. II, n.4594 del 2/8/1984; Sez.IV, n.13341 del 16/12/1980;
Sentenza Corte Costituzionale 420/94.

 

 

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Con il digitale terrestre devo avere un decoder per ogni televisore?

Si, putroppo per poter vedere i canali televisivi che trasmettono in digitale terrestre, bisogna avere un decoder DDT per ogni televisore. Di norma tutti i televisori LCD recenti, hanno già incluso il decoder all' interno del Televisore , quindi basta sintonizzare il televisore, e tutti i canali ricevibili nella vostra zona saranno disponibili da subito.

 

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Il digitale terrestre funziona con la parabola?

 

Il digitale terrestre funziona solo con un ricevitore digitale terrestre e con la normale antenna terrestre classica, appunto per questo si chiama digitale terrestre, per chi ha problemi di ricezione può potenziare il suo impianto di antenna tradizionale e adeguarlo alle nuove tecnologie.

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Posso installare un decoder digitale terrestre sul mio vecchio televisore ?

Se il televisore è provvisto di presa scart si, la presa scart è situata di norma dietro il televisore di forma rettangolare con uno scanso obliquo, che al suo interno ha molti contatti , collegando il decoder DDT con la presa scart e l' antenna terrestone il decoder DDt deve essere risintonizzato per poter ricevere tutti i canali a disposizione nella vostra zona.re , poi mettendo con il telecomando del televisore in AV, possiamo vedere i canali digitali terrestri. Attenzi

 

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Come posso proteggere il mio impianto d' antenna dai fulmini ?

Se il fulmine colpisce direttamente l'antenna c'è ben poco da fare, almeno per la centralina TV e per i televisori.
Teoricamente si hanno meno probabilità di danno usando antenne con gli elementi attivi collegati a massa.
Comunque il palo, l'antenna e, da normativa, la calza del cavo coassiale dovrebbero essere collegati all'impianto di terra.
Se invece viene influenzata la linea elettrica si ha una buona protezione installando gli scaricatori di sovratensione.
In questo caso è essenziale un buon impianto di terra, non tanto dal punto di vista del valore della resistenza di terra quanto dal punto di vista dell'equipotenzialità.

 

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Perchè allacciato il decoder digitale terrestre funzionano solo alcuni gruppi canali TV e altri non li vedo?

 

La ricezione dei canali del segnale digitale terrestre DTT, a differenza di quella analogica, dipende da differenti ripetitori (tecnicamente chiamati MUX, multiplexer, in sostanza un gruppo di canali ).
In breve basta non ricevere correttamente i dati della frequenza del MUX in questione, per non visualizzare correttamente o del tutto i canali citati, senza che ciò interferisca minimamente sulla visualizzazione dei canali degli altri MUX . Ad esempio posso ricevere bene il Mux di Mediaset ( Rete 4, Canale 5, Italia1) e quello della Rai ( Rai 1, Rai 2, Rai3,) e non ricevere altri gruppi di canali (mux) di altre emittenti televisive nazionali.
Per risolvere il problema specifico bisogna individuarne la causa tra le seguenti.

1) problemi di copertura di zona (relativi a malfunzionamenti del MUX, da interferenza dovuta ad altre costruzioni troppo vicine o da catene montuose)
2) problemi di ricezione dovuti al posizionamento errato dell'antenna (risolvibile facilmente posizionandola verso la giusta direzione)
3) problemi di perdita di segnale dovuti ad interferenze e/o cattive capacità isolanti dell'impianto cablato d'antenna (potrebbe essere necessario sostituire prese e/o cavi dell'impianto o riposizionarli correttamente in canalette apposite)
4) scarsa ricezione di intensità di segnale (in questo caso è sufficiente l'installazione di un amplificatore di segnale digitale terrestre).

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Quante volte dovrò sintonizzare il mio decoder digitale terrestre o la mia nuova televisione ddt.

 

 

 

Potrebbe essere necessario, durante e dopo lo switch off, effettuare più volte la sintonizzazione del decoder dal momento che le emittenti potrebbero non accendere i propri Mux digitali contestualmente allo spegnimento dei segnali analogici. Si consiglia, in questo caso, di effettuare ripetutamente l’operazione di sintonizzazione del decoder in questa fase di transizione.

 

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Ho un televisore che funiona con un' antenna interna , con il dig.terrrstre funzionera?

Per funzionare correttamente il Digitale terrestre ha bisogno di un segnale stabile e forte , un antenna interna raramente puo soddisfare tale esigenza. Si consiglia un collegamento del televisore con l' antenna esterna , per non avere problemi di mancanza di segnale.

 

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 Sezione domande e risposte. Le norme sono in continuo cambiamento e possono non essere aggiornate alla data odierna. Tutti i consigli contenuti sono da verificare, s.e.e.o. .